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Mozioni Casini ed altri n. 1-00264, Ghiglia, Alessandri, Iannaccone ed altri n. 1-00270, Realacci ed altri n. 1-00272, Piffari ed altri n. 1-00273 e Zamparutti ed altri n. 1-00278: Cambiamenti climatici e connesse politiche pubbliche PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mereu. Ne ha facoltà.
ANTONIO MEREU. Signor Presidente, voterò a favore della mozione, condividendone il contenuto, a cui vorrei comunque aggiungere alcune mie personali considerazioni su un tema su cui tutti sembrano d'accordo, ma che poi, all'atto pratico, si rivela difficoltoso e poco percorribile, soprattutto quando i Paesi tendono a difendere i propri interessi particolari. Oggi parlare di cambiamenti climatici significa porsi all'attenzione generale della gente che ha capito come sia ormai diventato necessario intervenire su tutte le attività dell'uomo, in particolare su quelle che più di tutto influiscono sulle emissioni di CO2, causa principale, universalmente riconosciuta, dell'aumento della temperatura della terra. L'obiettivo, già prefissato dalla comunità internazionale, è quello di non superare l'aumento della temperatura del nostro pianeta di oltre 2 gradi centigradi. Per mantenerlo, l'Italia, l'Europa ed il resto del mondo dovranno prendere decisioni ed organizzare programmi che incideranno sul modo di produrre e consumare energia, e non solo; essi incideranno nel commercio, nei trasporti, ed altro ancora; ciò costituirà, per il nostro Paese, una grande sfida per la competitività della propria economia, la quale, a sua volta, dovrà confrontarsi con il mercato globale, perché globale deve essere l'attenzione ai problemi climatici: pensare di risolverli da soli, oltre che impossibile, è pura pazzia. La vera capacità d'azione che dovrà mostrare il nostro Paese si vedrà da come il nostro Governo impiegherà le proprie decisioni con quelle degli altri Paesi. L'Unione europea ha varato sino ad oggi una serie di provvedimenti che fissano in maniera vincolante gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ora, noi sappiamo che tutto questo ha un costo e, per essere accettato, dovrà garantire un reale sviluppo a chi questo costo si assume. Infatti, è altrettanto ormai assodato che se vogliamo - e non possiamo farne a meno - coinvolgere attivamente anche gli altri Paesi, specialmente quelli in via di sviluppo, dobbiamo rispettarne le esigenze, che hanno come presupposto l'andare insieme di ambiente e sviluppo. |