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Digitale terrestre, i parlamentari: "Emittenti regionali nei primi nove tasti" PDF Stampa E-mail
Rassegna Stampa - Unione Sarda
Giovedì 22 Luglio 2010 08:23


L'Agcom va in Parlamento e trova tutti contro. Ieri,nell'audizione in commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, al presidente dell'authority
Corrado Calabrò non è stato perdonato nulla. Il punto è sempre lo stesso: le emittenti regionali devono trovare un posto nei primi nove canali del telecomando con la sintonizzazione automatica del digitale terrestre.

Ma l'autorità garante nelle comunicazioni ha confermato il suo no , con l'approvazione di una delibera che di fatto chiude le porte all'emittenza regionale.
Dopo la risoluzione bipartisan dei parlamentari, proposta dal deputato del Pdl Mauro Pili, ieri Calabrò ha confermato la linea, prestando il fianco alla controffensiva politica. L'attacco più duro l'ha sferrato proprio Pili: «La delibera dell'Agcom è un attacco grave alla libertà d'informazione e alle identità regionali», ha detto l'ex presidente della Giunta. «La decisione di negare alle televisioni regionali il primo arco di canali (1-9) del digitale terrestre viola la norma voluta dal Parlamento e offende la volontà interpretativa della Camera che, con una risoluzione unitaria, aveva indicato gli indici di ascolto come criterio di attribuzione delle posizioni delle televisioni».

LA CONTROFFENSIVA Pili ha smontato la delibera dell'Agcom sottolineando la gravità del ritardo con il quale Calabrò si è presentato in Parlamento: l'audizione era stata richiesta prima della deliberazione. «È gravissimo e inaccettabile», ha detto Pili, «che un organismo indipendente come l'Agcom abbia operato in totale dispregio non solo di una norma ma anche di una risoluzione interpretativa della commissione competente, che aveva riconosciuto come unico criterio per valutare le abitudini e le preferenze degli utenti
quello dei dati Auditel antecedenti all'entrata in vigore del digitale terrestre». E poi: «Non si tratta di difendere una o l'altra televisione», ha ribadito il deputato del Pdl, «ma di salvaguardare un principio che doveva rispettare i diritti acquisiti di tutte quelle emittenti regionali che, in oltre 30 anni di storia editoriale e informativa, avevano conquistato con professionalità e investimenti. Avete commesso un esproprio illegittimo e arbitrario, togliendo ai piccoli per lasciare spazio ai grandi, soggetti che di fatto non esistono e
che vorrebbero guadagnarsi illegittimi spazi a scapito di chi ha consolidato la propria posizione editoriale e commerciale con grandi sacrifici». Pili ha annunciato che la risoluzione sarà trasformata in proposta di legge urgente «per codificare con ancor maggiori dettagli la norma sulla sintonia digitale terrestre», e ha concluso con un'altra stoccata: «Con la vostra decisione», ha detto rivolgendosi a Calabrò, «vi assumete la responsabilità morale e politica di mettere in crisi il sistema televisivo regionale del nostro Paese attaccando gravemente la libertà di stampa».

LA PROPOSTA La commissione ha quindi prospettato al presidente Calabrò una nuova forma di proposta parlamentare, con la risoluzione approvata anche dal viceministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, nella quale si ribadisce che l'esclusione delle emittenti locali dai primi nove tasti del telecomando danneggia pesantemente sia gli editori che gli stessi utenti. «Il punto fondamentale che rivendichiamo è il rispetto della meritocrazia», ha detto Antonello Mereu (Udc), «letteralmente calpestato dalla decisione assunta
dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. A che serve dare agli imprenditori del settore televisivo la possibilità di fare investimenti e ai cittadini una maggiore possibilità di scelta se poi non si dà il giusto spazio alla meritocrazia?».


I PUNTI DI VISTA In commissione è intervenuto anche l'ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (Pd) per ricordare che «la risoluzione ha il chiaro spirito di valorizzare le emittenti regionali. C'era un indirizzo del Parlamento che andava rispettato e spero che l'Agcom cambi idea, anche se non è facile decidere». Ha sottoscritto l'intervento di Mauro Pili la Lega Nord con Jonny Crosio: «Siamo pronti a recepire tutte le iniziative che saranno proposte a sostegno della risoluzione parlamentare».


LORENZO PIRAS
Giovedì 22 luglio 2010 07.21

 
COMUNICATO STAMPA PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa
Giovedì 22 Luglio 2010 08:27
digitaleterrestre
Antonello Mereu (UDC) al presidente AGCOM Corrado Calabrò: «A che serve dare agli imprenditori del settore televisivo la possibilità di fare investimenti e ai cittadini una maggiore possibilità di scelta se poi non si dà il giusto spazio alla meritocrazia?».
«A che serve dare agli imprenditori del settore televisivo la possibilità di fare investimenti e ai cittadini una maggiore possibilità di scelta se poi non si dà il giusto spazio alla meritocrazia?».
Il deputato dell’UDC Antonello Mereu ha ribadito questo pomeriggio le ragioni degli operatori televisivi dell’emittenza locale che si oppongono alla loro esclusione dai primi nove tasti del telecomando del sistema digitale terrestre, nel corso dell’audizione del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Corrado Calabrò, svoltasi in IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.
La Commissione ha proposto al presidente dell’Agcom una nuova forma di proposta parlamentare, con una risoluzione approvata anche dal vice ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, nella quale si ribadisce che l’esclusione delle emittenti locali dai primi nove tasti del telecomando danneggia pesantemente sia gli imprenditori che hanno effettuato ingenti investimenti nel corso degli anni per offrire all’utenza un buon prodotto, sia gli stessi utenti che incontrano maggiori difficoltà nell’individuazione dei canali che hanno sempre privilegiato nelle loro scelte.
«Il punto fondamentale che rivendichiamo è il rispetto della meritocrazia - conclude Antonello Mereu - letteralmente calpestato dalla decisione assunta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.»
Roma, 21 luglio 2010
On. Antonello Mereu
 
Comunicato Stampa - Interrogazione Ministro Ambiente PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa
Domenica 27 Giugno 2010 12:08
gennargentu«Quali iniziative il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare intende adottare per risolvere le problematiche venutesi a creare con l’inserimento nell’elenco ufficiale delle aree protette del Parco del Gennargentu e del Golfo di Orosei, al fine di rispettare le indicazioni normative precedentemente introdotte e, soprattutto, la volontà delle popolazioni locali da sempre contrarie all’istituzione del parco?»
Il deputato Antonello Mereu (UDC), già relatore in commissione ambiente, nel 2005, di una proposta di legge abrogativa, presentata a seguito della dura opposizione dei sindaci dei comuni interessati che confermarono in audizione alla Camera dei deputati la loro posizione nettamente contraria, ha presentato questa interrogazione al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sottolineando che il 12 gennaio 2005 il Consiglio Regionale della Sardegna approvò un ordine del giorno con il quale si impegnava la Giunta Regionale ad attivare ogni iniziativa utile a promuovere in tempi rapidi la revisione della legge n. 394 del 1991 e a richiedere tempestivamente al Governo il superamento del decreto istitutivo dell’Ente parco nazionale del Gennargentu e del golfo di Orosei, risalente al 1998; successivamente, per dirimere la vicenda, con una norma inserita all’interno della legge finanziaria 2006, si era previsto sostanzialmente che l’istituzione del parco avvenisse previa volontà della Regione Sardegna espressamente concordata con le autonomie locali interessate; oggi - ha concluso Antonello Mereu - è indispensabile riproporre con forza la necessità di perseguire una politica di tutela ambientale condivisa e partecipata con le popolazioni locali e gli enti che più da vicino li rappresentano, che hanno il diritto di potersi esprimere con parere vincolante sulle decisioni che riguardano l’ambiente delle zone amministrate.
Roma, 25 giugno 2010
On. Antonello Mereu
 
Nota Stampa Carbosulcis PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa
Mercoledì 07 Luglio 2010 16:51
COMUNICATO STAMPA
Antonello Mereu (UDC): «Per rilanciare la Carbosulcis occorre uno sforzo comune di tutte le forze politiche e sociali, se ciascuna si arrocca a difesa del proprio orticello, non si va lontano».
«Per rilanciare la Carbosulcis occorre uno sforzo comune di tutte le forze politiche e sociali, se ciascuna si arrocca a difesa del proprio orticello, non si va lontano.»
Antonello Mereu, deputato dell’UDC, impegnato fin dal 2001 a sostegno della difficile vertenza energetica, decisiva per il futuro del Sulcis Iglesiente, oggi è più che mai convinto che il territorio potrà raggiungere i suoi obiettivi solo se riuscirà a marciare unito.
«Il recente via libera dato dall’Unione Europea alle tariffe agevolate per le nostre industrie energivore - aggiunge Antonello Mereu - rappresenta una boccata d’ossigeno per il superamento dell’emergenza, al pari del progetto della Portovesme srl per la realizzazione di un parco eolico, ma entrambe rimangono risposte parziali. L’intervento strutturale in grado di dare risposte a media e lunga scadenza era e resta la realizzazione di una nuova centrale a carbone, prevista dal grande progetto inserito nella legge 80 e successive modificazioni, attraverso l’assegnazione di una concessione integrata per la gestione della miniera e la produzione di energia elettrica. In questa fase decisiva, non più procrastinabile - ribadisce il deputato sulcitano - occorre marciare uniti verso l’obiettivo finale.»
Carbonia, 6 luglio 2010
On. Antonello Mereu
 
interrogazione presentata dall’on. Antonello Mereu PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa
Venerdì 18 Giugno 2010 06:22
COMUNICATO STAMPA
Stazione_CarboniaI problemi determinati dai disservizi sulla linea di trasporto ferroviario regionale sarda, con particolare riferimento alla tratta Cagliari-Carbonia, sono stati dibattuti alla Camera dei Deputati, in occasione dell’esame dell’interrogazione presentata dall’on. Antonello Mereu (UDC) al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Il sottosegretario competente, Mario Mantovani, ha spiegato che i problemi evidenziati sarebbero in via di soluzione e più specificamente:
• il livello di puntualità dei treni sulla linea Carbonia-Iglesias-Cagliari nel periodo aprile-maggio 2010 avrebbe evidenziato un progressivo miglioramento:
• dal mese di aprile si è registrato un sensibile calo delle soppressioni rispetto al mese precedente (6 contro le 15 di marzo), giungendo ad una sola sopressione nei primi venti giorni di maggio;
• circa le informazioni al pubblico, sono state adottate le azioni organizzative necessarie.
Antonello Mereu ha replicato evidenziando la sua insoddisfazione per gli interventi messi in atto.
«Le ferrovie in Sardegna non raggiungono l’ottimo della loro efficienza - ha detto Mereu -, quando il Governo si impegna finanziariamente, anche con determinati programmi, al fine di realizzare l’Alta velocità, perché giustamente l’Italia non può rimanere fuori dal contesto europeo, da sardi manifestiamo la volontà di non rimanere fuori dal contesto nazionale. Noi vogliamo rifarci e portare la Sardegna a livelli occupazionali e di efficienza superiori, ma per fare questo abbiamo anche la necessità che lo Stato eroghi i servizi che rientrano nelle sue responsabilità. Poi, per quanto riguarda la Sardegna, i comuni, anche noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte, ma è chiaro che dobbiamo avere dei servizi che diano garanzie.
Recentemente la Commissione trasporti ha approvato un documento all’unanimità, nel quale si sostiene la necessità di porre fine a quelle richieste che, da sempre, emergono da più parti in ordine alla costruzione di aeroporti perché oggi i costi aeroportuali sono terribili in rapporto alla funzione del movimento dei passeggeri. Per far questo, occorre che tutti i luoghi siano collegati con gli aeroporti in una maniera soddisfacente, perché è chiaro che, ad esempio, se Carbonia non può essere collegata a Cagliari da alcun mezzo pubblico che garantisca una partenza, io chiedo di avere l’aeroporto sotto casa mia, perché lo devo raggiungere. Uno studente universitario pendolare rischia ogni giorno di non riuscire a raggiungere la propria facoltà in tempo utile poter sostenere un esame e spesso è costretto a raggiungere Cagliari in auto. Queste interrogazioni sono ripetute, per dimostrare al Governo che, nonostante enunci la volontà di porre fine a questo problema, in realtà, la questione è continuamente messa sotto accusa.
Non sempre ci vogliono finanziamenti - ha concluso Antonello Mereu - occorre una presa di posizione da parte di chi ha la responsabilità per capire finalmente il motivo per cui oggi non si possa usufruire di quelle cose minime che devono garantire un servizio, di cui il cittadino deve essere certo di poter usufruire.»
Roma, 16 giugno 2010
On. Antonello Mereu
 
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